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Obesità tra i giovanissimi, l’allarme della Società italiana di pediatria

Agostiniani, presidente SIP: "Questa generazione rischia di avere aspettativa di vita più breve di quelle precedenti". L'Uisp in campo con Edusport

 

“Se non riusciremo a tenere sotto controllo il fenomeno del sovrappeso e dell’obesità, per la prima volta questa generazione di bambine e di bambini avrà un’aspettativa di vita peggiore, ossia più breve, rispetto a tutte quelle precedenti. Ed è la prima volta che accade perché finora ogni generazione aveva un’aspettativa di vita migliore di quella che l’aveva preceduta”. A lanciare l’allarme è il dottor Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria.

In occasione della Giornata contro l’obesità, Agostiniani cita gli ultimi dati relativi all’obesità infantile: “Un’indagine realizzata sui bambini del terzo anno delle scuole primarie ci dice che circa il 30% rientra nelle categorie del sovrappeso e dell’obesità. Con differenze regionali estremamente rilevanti se pensiamo che il dato della Campania arriva quasi al 50%”.

“Se non combattuta adeguamento - aggiunge il presidente dell’associazione scientifica fondata nel 1898 - questa tendenza comporterà l’insorgere di quella che possiamo definire ‘sindrome metabolica’ legata a problematiche di tipo cardiovascolare, ipertensione, diabete tipo 2. Tutti elementi che andranno inevitabilmente a incidere non solo sulla durata ma anche sulla qualità di vita di queste ragazze e di questi ragazzi”.

Il presidente della Società Italiana di Pediatria sottolinea poi la necessità di educare le giovani generazioni a corretti stili di vita, sia dal punto di vista alimentare che da quello dell’attività motoria. “Ci sono progetti in corso, come ad esempio Edusport realizzato dalla Uisp, con il sostegno del Dipartimento dello Sport, che è rivolto a diverse centinaia di bambine e di bambini dei primi anni della scuola primaria, che va proprio nella direzione da noi indicata. Ossia educare a un’alimentazione che privilegi cibi naturali riducendo al minimo il consumo di alimenti ultra-processati coniugandola con l’invito a un’attività motoria sana, che faccia parte della quotidianità di vita della ragazza e del ragazzo”.

Agostiniani rivela quindi un ultimo dato da non sottovalutare: “Mi rivolgo principalmente ai genitori e agli educatori: l’esplosione del mondo digitale anche nell’età più tenera ha aggravato una situazione di per sé già critica. C’è una relazione stretta tra un uso troppo precoce e un tempo troppo prolungato di permanenza sugli strumenti digitali e la condizione di sovrappeso, obesità e ipertensione”. (Massimo Filipponi)